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Cybersecurity e truffe digitali: come proteggere i pagamenti aziendali

Consapevolezza e procedure aziendali per affrontare minacce sempre più sofisticate
20.07.2026

In un contesto in cui pagamenti digitali, tesoreria aziendale e tecnologie evolvono rapidamente, la cybersecurity assume un ruolo sempre più centrale nella protezione delle aziende. Le minacce non riguardano più soltanto gli attacchi informatici tradizionali, ma anche forme sempre più sofisticate di truffa digitale, in cui il fattore umano diventa il principale bersaglio.

Il tema è stato affrontato durante  l’evento “Payment & Treasury Horizons: tra strategie e innovazione, il futuro visto in volto”, organizzato il 23 giugno 2026 dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo a Palazzo Rospigliosi, a Roma. Un momento di confronto dedicato a CFO, Tesorieri e Finance Manager di primarie aziende corporate e del settore pubblico, chiamati a interpretare un panorama finanziario sempre più dinamico, digitale e complesso.

In questo scenario, la sicurezza rappresenta una condizione essenziale per accompagnare l’innovazione. Proprio su questo si è concentrato l’intervento di Matteo Feraboli, Executive Director Cybersecurity, Anti-Fraud e Business Continuity, Intesa Sanpaolo, che ha approfondito l’evoluzione delle truffe digitali e delle dinamiche persuasive alla base delle truffe digitali, evidenziando il ruolo decisivo della prevenzione e della consapevolezza nella protezione dei pagamenti.

Nel video, viene approfondita l’evoluzione della cybersecurity e della gestione delle frodi in uno scenario reso più complesso dall’intelligenza artificiale generativa, che consente agli attaccanti di costruire situazioni sempre più credibili, e dalle tensioni geopolitiche, che hanno contribuito ad aumentare gli attacchi verso infrastrutture critiche, incluse quelle finanziarie. Da qui l’importanza di rafforzare la prevenzione anche attraverso la consapevolezza delle persone e il rispetto delle procedure aziendali: riconoscere richieste anomale, verificare i canali di comunicazione e fermarsi prima di agire diventano comportamenti decisivi per proteggere le operazioni di pagamento delle aziende.

Matteo Feraboli, Head of Cybersecurity, Antifraud & Business Continuity Management, Intesa Sanpaolo

TRASCRIZIONE VIDEO

Il mondo del cyber security e della gestione delle frodi sta cambiando in modo radicale. Vediamo forze contrastanti che si stanno manifestando ormai da anni. La prima che mi viene da citare è quella dell'intelligenza artificiale anche generativa, che sta cambiando completamente la capacità degli attaccanti, sia che ci si occupi di cyber security che di frodi. Un altro elemento che sta creando delle disruption importanti e che ha creato un incremento significativo in tutte le industry rispetto agli attacchi informatici deriva dalle tensioni geopolitiche che si stanno manifestando inizialmente nell'area est, pensiamo alla guerra russo-ucraina e successivamente anche in tutto il mondo del Medio Oriente e questo ha scatenato gruppi che hanno cominciato ad attaccare infrastrutture critiche anche finanziarie in giro per tutto il mondo.

Vediamo che lo shift importante in questo momento è una trasposizione tra quello che è il mondo delle frodi al mondo delle truffe. Questo è uno degli elementi che in un ambito corporate ha un impatto significativo. Qual è la differenza tra questi due mondi? Le frodi sono quegli eventi in cui a un cliente vengono sottratti dei soldi in ambito finanziario senza che il cliente se ne renda conto per effetto di un malware, di qualche cosa che viene caricato sul proprio telefonino. Il mondo delle truffe è nettamente più complicato da gestire perché è quel mondo in cui è il cliente che attivamente, persuaso da un truffatore, sposta dei fondi verso il truffatore stesso. Questo è un elemento di grossissima preoccupazione che vediamo toccare anche grosse aziende con manifestazioni come quella, per esempio, della CEO fraud, che è uno degli elementi di cui ci occupiamo sempre di più nella protezione dei nostri clienti corporate.

Che cos'è una CEO fraud? Fondamentalmente è un'azione posta in essere da un truffatore che tende a convincere il nostro cliente a eseguire dei pagamenti verso conti correnti che non sono chiaramente attribuibili né a un cliente del nostro cliente né al cliente stesso, per azioni di vario tipo, possono essere acquisizioni chiaramente ipotetiche perché si tratta di una truffa. Toccano questi elementi anche l'intelligenza artificiale perché per rendere credibili questi attacchi ormai i truffatori utilizzano elementi per esempio di deep fake, quindi identità sintetiche che rappresentano per esempio un CEO, possono rappresentare un CFO anche attraverso delle videoconferenze, quindi è molto difficile riuscire a riconoscere questi meccanismi. Sono talmente convincenti che quando noi contattiamo i nostri clienti per avvertirli del rischio, difficilmente riusciamo a convincerli del fatto che c'è una truffa in atto e a volte questi fondi prendono poi delle vie in cui diventa molto difficile andare a recuperarli.

Quindi come uscire da questo tipo di truffa? Semplicemente attenendosi alle procedure aziendali, seguendo pedissequamente quello che è previsto, per esempio, dalle procedure di tesoreria, assicurandosi che comunicazioni che arrivano su mezzi inconsueti, un messaggio WhatsApp magari da un numero di telefono sconosciuto, devono essere sempre riconsiderati, sempre verificati su un canale alternativo. Per esempio, ricordiamoci che sono tutti elementi che lavorano in ambito cognitivo, cercano di convincere attraverso elementi come l'urgenza, la pressione psicologica, l'autorità. Tipicamente questi messaggi, queste truffe partono da finti CEO, quindi è veramente semplice riuscire a contrastarle cercando di rimettere in atto quelle procedure standard che sono previste da tutte le aziende. Fermatevi, pensate, bloccatevi. C'è una cosa che è fuori dai canoni normali, ok? Mi fermo, rifletto e agisco. E questa è l'unica maniera per difendersi da questo genere di truffa.


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