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Lo sviluppo del Made in Italy negli Stati Uniti

Scenario, opportunità e strategie per le aziende italiane
30.03.2026

Gli Stati Uniti sono senza dubbio uno dei mercati più importanti per lo sviluppo internazionale delle aziende italiane. La dimensione dell’economia americana, la solidità della domanda interna e la capacità di assorbire beni ad alto valore aggiunto, infatti, rendono il mercato statunitense una destinazione strategica per molte filiere del Made in Italy.

Negli ultimi anni, e in modo crescente nel contesto attuale, il rapporto economico tra Italia e Stati Uniti si è progressivamente consolidato su basi sempre più solide. Gli USA si confermano il principale mercato extra-UE per l’export italiano e uno dei contesti più dinamici per le aziende orientate all’internazionalizzazione.

Allo stesso tempo, il contesto globale sta diventando più complesso. L’evoluzione delle politiche commerciali, le tensioni geopolitiche e i cambiamenti nelle catene globali del valore stanno ridefinendo le condizioni di accesso ai mercati internazionali.

In questo quadro, il mercato statunitense non rappresenta soltanto una destinazione commerciale di rilievo, ma un contesto strategico che richiede alle aziende italiane scelte sempre più strutturate e consapevoli.

 

 

SCENARIO MACROECONOMICO USA: CRESCITA, INFLAZIONE, RISCHI E COMMERCIO
 

Secondo le analisi del Research Department di Intesa Sanpaolo, nonostante i rinnovati rischi geopolitici, l’economia statunitense continua a mostrare una buona capacità di resilienza rispetto ad altre economie avanzate. La crescita del PIL per il 2026 dovrebbe mantenersi su ritmi moderati, con un’espansione attesa intorno al 2%.

La domanda interna rimane uno dei principali motori dell’economia americana. A sostenerla contribuiscono anche importanti programmi di investimento nei settori delle infrastrutture e dell’innovazione tecnologica.

Accanto a questi elementi positivi, lo scenario macroeconomico resta caratterizzato da alcune fonti di incertezza. L’inflazione rimane superiore ai livelli target della Federal Reserve, e potrebbe salire ancora nei prossimi mesi per restare prossima al 3% nel 2026.

La politica monetaria rimane quindi prudente. Dopo i primi, cauti, tagli dei tassi dello scorso anno, la Federal Reserve mantiene un approccio prudente di monitoraggio dell’economia e dei prezzi per evitare nuove pressioni inflazionistiche.

Per le aziende esportatrici, questo scenario implica che le decisioni di pricing, investimento e presidio del mercato statunitense debbano essere assunte in un contesto di incertezza non più congiunturale, ma strutturale.

Nel frattempo, anche le politiche commerciali stanno evolvendo. Nel 2025 gli Stati Uniti hanno introdotto dazi generalizzati sulle importazioni, con una tariffa base compresa tra il 10% e il 15% su numerosi beni esteri, accompagnata da misure specifiche su alcuni settori.

Queste decisioni hanno avuto un impatto immediato sugli scambi internazionali. Nei primi nove mesi del 2025 il volume del commercio globale ha registrato una crescita del +4,5% su base annua, anche per effetto delle spedizioni anticipate a inizio anno prima dell’entrata in vigore delle nuove tariffe.

Nel medio periodo, tuttavia, il rafforzamento delle politiche protezionistiche potrebbe aumentare la volatilità degli scambi e influire sull’organizzazione delle catene globali del valore.

In tale contesto, l’accesso al mercato statunitense richiede alle aziende italiane un approccio più selettivo e proattivo, orientato alla gestione del rischio commerciale e alla costruzione di un presidio stabile nel tempo.

 

ITALIA–USA: RELAZIONI ECONOMICHE E QUADRO ISTITUZIONALE
 

Le relazioni economiche tra Italia e Stati Uniti sono solide e consolidate nel tempo. Il mercato americano rappresenta oggi uno dei principali sbocchi commerciali per le aziende italiane e uno dei contesti più rilevanti per lo sviluppo degli investimenti internazionali.

Nel 2025, secondo le rilevazioni ISTAT, l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha superato i 105 miliardi di euro, sostenuto dalla crescita delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti, aumentate di oltre il 7% su base annua.

Le vendite di beni italiani sul mercato statunitense rappresentano il 10,8% dell’export complessivo italiano, confermando gli USA come secondo mercato di sbocco dell’export italiano e primo al di fuori dell’Unione Europea.

Anche nel 2025 il saldo commerciale si è mantenuto ampiamente positivo per l’Italia, grazie al contributo dei settori a maggiore valore aggiunto, anche se in ridimensionamento rispetto all’anno precedente per via dell’ampio incremento degli acquisti di beni statunitensi.

Il legame tra le due economie emerge anche sul fronte degli investimenti. Gli Stati Uniti rappresentano infatti la prima destinazione estera per le imprese italiane, con circa 3.050 aziende a controllo italiano presenti nel Paese e oltre 135.000 addetti.

Parallelamente, in Italia operano oltre 2.500 imprese a partecipazione statunitense, con circa 370.000 dipendenti, segno di un’elevata integrazione tra i due sistemi economici.

           

NORMATIVE E ACCORDI ECONOMICI TRA EUROPA E STATI UNITI
 

Il commercio tra Italia e Stati Uniti si inserisce nel quadro più ampio delle relazioni economiche tra Unione Europea e Stati Uniti. Pur non esistendo un accordo di libero scambio bilaterale specifico tra Italia e USA, nel tempo è stato costruito un sistema di strumenti normativi e fiscali che favorisce gli scambi e gli investimenti tra le due economie.

Uno degli elementi più rilevanti è rappresentato dalla Convenzione contro le doppie imposizioni sul reddito, firmata nel 1999 e successivamente aggiornata nel 2009, che consente di evitare la doppia tassazione per imprese e investitori attivi in entrambi i Paesi. A questo si affianca l’accordo FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act), introdotto nel 2014 per rafforzare la cooperazione tra le autorità fiscali e migliorare la trasparenza finanziaria internazionale.

Negli ultimi anni l’attenzione delle istituzioni si è concentrata anche sull’evoluzione delle politiche commerciali e sull’impatto delle misure tariffarie. In questo contesto, nel 2025 è stata istituita una Task Force Dazi permanente, promossa dal Ministero degli Affari Esteri, con l’obiettivo di monitorare l’applicazione delle tariffe e supportare le imprese italiane nel caso di nuove barriere commerciali.

Accanto al quadro normativo, le aziende possono contare su una rete istituzionale attiva negli Stati Uniti composta da Ambasciata, Consolati, Agenzia ICE e Camere di Commercio Italiane negli USA che svolgono un ruolo importante nel facilitare le relazioni economiche e promuovere la presenza delle aziende italiane sul mercato americano.

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OPPORTUNITÀ DEL MERCATO STATUNITENSE PER IL MADE IN ITALY
 

Le opportunità offerte dal mercato statunitense si articolano lungo più filiere, combinando la spinta degli investimenti pubblici americani con la capacità del Made in Italy di posizionarsi nei segmenti a maggiore valore aggiunto.

La dimensione della domanda interna, unita all’elevato potere d’acquisto dei consumatori e alla forte apertura verso prodotti di qualità, crea un contesto particolarmente favorevole per molte filiere del Made in Italy.

Negli Stati Uniti consumatori e aziende mostrano infatti una forte attenzione verso prodotti che combinano qualità, innovazione e specializzazione produttiva, caratteristiche che rappresentano uno dei principali punti di forza del Made in Italy.

Nel 2025 il rafforzamento delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti si è concentrato in modo selettivo in alcuni settori, con un contributo rilevante della farmaceutica e degli altri mezzi di trasporto che hanno sostenuto la dinamica complessiva dell’export verso il mercato americano. In particolare, il settore farmaceutico è aumentato di oltre il 50% rispetto all’anno precedente, contribuendo in modo rilevante alla crescita complessiva delle esportazioni manifatturiere italiane. Anche il settore degli altri mezzi di trasporto, in particolare la cantieristica navale, è risultato trainante.

Al contrario, sono tornate a calare, rispetto al 2024, le vendite di alcuni comparti tradizionali del Made in Italy, come l’agroalimentare, la meccanica e i beni strumentali, confermando una crescita non generalizzata ma concentrata in pochi settori.

 

RISCHI E FATTORI DI ATTENZIONE
 

Accanto alle opportunità offerte dal mercato statunitense, le aziende italiane devono considerare alcuni fattori di attenzione che possono influire sulle strategie di internazionalizzazione.

Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’evoluzione delle politiche commerciali. L’introduzione di nuovi dazi o misure tariffarie può incidere sui costi di accesso al mercato e sulla competitività dei prodotti importati.

Anche le dinamiche dei prezzi e dei costi logistici rappresentano variabili da monitorare con attenzione, soprattutto in un contesto internazionale caratterizzato da crescente volatilità e da possibili interruzioni nelle catene di approvvigionamento.

Infine, operare negli Stati Uniti richiede una particolare attenzione agli aspetti di compliance normativa e contrattualistica commerciale. Il quadro regolatorio americano è articolato e spesso differenziato tra livello federale e statale, rendendo necessario un approccio strutturato nella gestione delle attività commerciali e degli investimenti.

In questo contesto, una pianificazione attenta e il supporto di partner finanziari e istituzionali possono contribuire a ridurre i rischi operativi e a cogliere con maggiore efficacia le opportunità offerte dal mercato statunitense.

 

STRUMENTI E INIZIATIVE PER SOSTENERE L’INTERNAZIONALIZZAZIONE


In questo scenario complesso, Intesa Sanpaolo si configura come un partner strategico per l’internazionalizzazione, affiancando le aziende italiane non solo con strumenti finanziari, ma con competenze, presenza sul territorio e capacità di connessione con l’ecosistema istituzionale.

Operare con successo negli Stati Uniti richiede il supporto di partner finanziari e istituzionali in grado di accompagnare le aziende nei processi di espansione internazionale. In questo contesto, gli intermediari finanziari svolgono un ruolo importante nel facilitare l’accesso al mercato e sostenere le strategie di crescita delle aziende italiane.

Intesa Sanpaolo affianca le imprese italiane interessate a sviluppare il proprio business negli Stati Uniti attraverso una rete internazionale e una gamma di strumenti dedicati all’operatività sui mercati esteri. Nel gennaio 2025 la Divisione Banca dei Territori ha organizzato il webinar “USA: Sfide e Opportunità”, che ha coinvolto circa 800 imprese italiane, con l’obiettivo di condividere analisi di mercato, scenari economici e strumenti operativi per l’export.

Negli ultimi anni il Gruppo ha inoltre promosso diverse missioni imprenditoriali negli Stati Uniti, tra cui programmi di accelerazione per PMI innovative italiane nella Silicon Valley, realizzati in collaborazione con istituzioni e partner internazionali.

Tra il 2023 e il 2025, Intesa Sanpaolo ha partecipato come finanziatore o advisor a progetti infrastrutturali negli Stati Uniti per circa 50 miliardi di dollari, contribuendo allo sviluppo di iniziative nei settori dell’energia, delle infrastrutture e dell’innovazione tecnologica.

Accanto alle attività di networking e promozione internazionale, le aziende possono contare su strumenti dedicati alla gestione dell’operatività con l’estero, tra cui servizi di trade finance, il Modulo Estero per la gestione dei mercati internazionali e soluzioni per la gestione del rischio di cambio, pensati per supportare le aziende nella gestione delle transazioni internazionali e nella mitigazione dei rischi finanziari legati all’export.

In un contesto economico globale sempre più complesso, caratterizzato da cambiamenti nelle politiche commerciali e da una crescente competizione internazionale, la capacità di combinare qualità, innovazione e presidio dei mercati esteri diventa sempre più determinante per le aziende italiane. In questo scenario, strumenti operativi evoluti e il supporto di partner finanziari strutturati come Intesa Sanpaolo possono contribuire a trasformare le opportunità offerte dal mercato statunitense in percorsi concreti di crescita e sviluppo internazionale.


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