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Gestione del rischio di cambio: strategie e soluzioni per la competitività delle aziende

Come affrontare la volatilità dei mercati valutari e tutelare la competitività aziendale: bisogni, scenario internazionale e soluzioni concrete per le aziende
28.01.2026

La gestione del rischio di cambio è oggi una delle sfide più strategiche per le aziende che operano sui mercati internazionali. In un contesto caratterizzato da oscillazioni valutarie sempre più frequenti, tensioni geopolitiche e nuovi equilibri commerciali, proteggere i margini e garantire stabilità ai risultati aziendali è diventato un fattore determinante per la competitività.

L’internazionalizzazione offre opportunità di crescita rilevanti, ma espone anche a rischi finanziari che, se non gestiti in modo strutturato, possono incidere in modo significativo sulla redditività e sulla capacità di investimento. In questo scenario, la gestione del rischio di cambio non rappresenta soltanto uno strumento di protezione, ma una componente essenziale della strategia finanziaria e commerciale dell’azienda.

 

CHE COS’È IL RISCHIO DI CAMBIO E PERCHÉ È CENTRALE PER LE AZIENDE
 

Il rischio di cambio è l’esposizione dell’azienda alle variazioni dei tassi di cambio tra valute diverse. Si manifesta ogni volta che un’azienda incassa o paga in valuta estera, acquista materie prime denominate in divise diverse dall’euro o opera con mercati internazionali regolati in valute differenti. Il rischio di cambio è rappresentato anche dalla variazione che attività/passività dello stato patrimoniale, denominate in valute differenti dalla valuta di conto dell’azienda, subiscono dal confronto del cambio di registrazione con quello di chiusura del periodo (trimestrale, semestrale, annuale) di rilevazione.

L’impatto del rischio di cambio è spesso meno immediato rispetto ad altri fattori di rischio, ma non per questo meno rilevante. Un movimento sfavorevole del cambio può ridurre i margini di una commessa già acquisita o alterare in modo significativo i risultati economici rispetto alle previsioni, senza che l’azienda abbia modificato processi produttivi o strategie commerciali.

In un contesto globale sempre più volatile, influenzato da decisioni di politica monetaria e dinamiche macroeconomiche in rapida evoluzione, il rischio di cambio tende ad amplificarsi. Per questo motivo, la sua gestione assume un ruolo centrale nel garantire continuità operativa, stabilità finanziaria e capacità competitiva nel medio-lungo periodo.
 

 

SCENARIO INTERNAZIONALE E RISCHI VALUTARI GLOBALI
 

Per comprendere l’importanza della gestione del rischio di cambio, è necessario partire dal contesto in cui oggi operano le aziende che lavorano con controparti estere. Il 2025 si è collocato in una fase di crescita degli scambi internazionali, ma anche di forte incertezza, segnata da tensioni geopolitiche, politiche commerciali più restrittive e maggiore volatilità dei mercati finanziari. Il commercio mondiale si conferma in crescita, con un valore atteso di circa 35 mila miliardi di dollari secondo le stime UNCTAD, pari a un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. L’espansione è trainata soprattutto dall’Asia orientale, dall’Africa e dai corridoi Sud-Sud, che stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante negli scambi globali.

Accanto a questi segnali positivi, il quadro resta tuttavia fragile. L’inasprimento delle politiche protezionistiche, in particolare dei dazi statunitensi saliti in media al 16%, la volatilità dei mercati emergenti e la crescente incertezza sul ruolo delle principali valute di riferimento contribuiscono ad aumentare l’instabilità dei mercati finanziari e valutari. Le previsioni WTO indicano infatti per il 2025 una lieve contrazione dei volumi di merci scambiate, con una ripresa solo parziale nel 2026.L’anno appena iniziato, si presenta già come un anno caratterizzato da analoghe tensioni e da uno scenario macroeconomico particolarmente sfidante, confermando la necessità per le aziende di adottare strategie di gestione del rischio sempre più strutturate. In questo scenario, le dinamiche valutarie assumono un ruolo sempre più centrale nel determinare costi, ricavi e competitività delle aziende.


Italia: export resiliente e maggiore esposizione valutaria


Secondo i più recenti dati Istat, l’Italia mantiene un ruolo di primo piano nel commercio internazionale. Nel 2025, l’export italiano ha registrato una crescita del 3,9% nei primi dieci mesi, superiore alla media delle principali economie manifatturiere europee. La dinamica è stata sostenuta sia dai mercati UE (+4,2%) sia da quelli extra-UE (+2,6%), con performance particolarmente positive verso Stati Uniti (+9,1%) e Svizzera (+14,3%). Il saldo commerciale resta positivo, confermando la solidità del posizionamento internazionale delle aziende italiane.

Il 2025, secondo il Research Department di Intesa Sanpaolo, è stato caratterizzato da una forte volatilità dei principali tassi di cambio, in particolare EUR/USD ed EUR/CHF. Il dollaro ha mostrato una debolezza per buona parte dell’anno, con picchi di volatilità in corrispondenza dell’inasprimento dei dazi statunitensi e delle crisi geopolitiche. Il franco svizzero, tradizionalmente valuta rifugio, ha registrato oscillazioni significative, influenzando i flussi commerciali tra Italia e Svizzera. L’aumento dell’interscambio con mercati extra-europei comporta una maggiore esposizione ai rischi valutari che incidono in modo sempre più diretto sui risultati economici delle aziende, rendendo necessaria una gestione consapevole e strutturata del rischio di cambio.

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I BISOGNI DELLE AZIENDE CHE LAVORANO CON L’ESTERO E AFFRONTANO IL RISCHIO DI CAMBIO
 

Per le aziende attive sui mercati internazionali, il rischio di cambio non è un tema teorico, ma una variabile concreta che incide sulle decisioni operative e strategiche. La necessità di proteggere i margini, di preservare il valore delle attività denominate in valuta estera, pianificare in modo affidabile e mantenere flessibilità emergono trasversalmente in tutti i settori.

 

Protezione dei margini e della redditività
 

Le oscillazioni valutarie possono erodere i margini previsti su contratti di vendita o di acquisto già definiti, incidendo in modo diretto sui risultati economici.
Un caso tipico riguarda quello di azienda manifatturiera che esporta negli Stati Uniti e incassa in dollari: una svalutazione della valuta statunitense rispetto all’euro può ridurre sensibilmente i margini. Per evitare che il cambio comprometta la redditività di contratti già firmati, l’azienda può fissare in anticipo il tasso di cambio per le future esportazioni. In questo modo è possibile stabilizzare i ricavi attesi e proteggere i margini, indipendentemente dalle oscillazioni del mercato valutario.

 

Pianificazione finanziaria e budgeting affidabile
 

La prevedibilità dei flussi di cassa è fondamentale per le aziende che operano a livello internazionale, in quanto devono poter stimare con precisione entrate e uscite future per pianificare investimenti, gestire pagamenti e confrontare risultati previsti e consuntivi in modo coerente.
Si pensi ad esempio, a una multinazionale con filiali in diversi Paesi che potrebbe incontrare difficoltà nel valutare le performance delle singole business unit a causa delle continue variazioni dei cambi. Definendo un tasso di cambio di budget e coprendo i flussi futuri, l’azienda garantirebbe coerenza tra budget e consuntivo, facilitando il controllo di gestione e migliorando la qualità delle decisioni strategiche.


Pianificazione finanziaria e budgeting affidabile

La prevedibilità dei flussi di cassa è fondamentale per le aziende che operano a livello internazionale, in quanto devono poter stimare con precisione entrate e uscite future per pianificare investimenti, gestire pagamenti e confrontare risultati previsti e consuntivi in modo coerente.
Si pensi ad esempio, a una multinazionale con filiali in diversi Paesi che potrebbe incontrare difficoltà nel valutare le performance delle singole business unit a causa delle continue variazioni dei cambi. Definendo un tasso di cambio di budget e coprendo i flussi futuri, l’azienda garantirebbe coerenza tra budget e consuntivo, facilitando il controllo di gestione e migliorando la qualità delle decisioni strategiche.
 

Flessibilità operativa e personalizzazione delle strategie
 

Ogni azienda presenta caratteristiche diverse in termini di flussi, mercati e propensione al rischio. Per questo cresce l’esigenza di soluzioni flessibili, in grado di adattarsi a flussi ricorrenti o irregolari e di rispondere rapidamente ai cambiamenti di mercato.
In questo contesto può accadere che un’azienda con vendite distribuite tra Asia e Nord America debba gestire flussi valutari discontinui e difficili da prevedere. Adottare soluzioni che consentono di coprire solo una parte dei flussi, mantenendo al contempo la possibilità di beneficiare di movimenti favorevoli del cambio, rappresenta una risposta efficace a questa esigenza. In alcuni casi, l’utilizzo di strumenti che garantiscono un livello minimo di ricavo consente di bilanciare protezione e opportunità in modo più efficiente.
 

Semplificazione e automazione dei processi
 

Con l’aumentare delle operazioni in valuta, cresce anche la complessità operativa. Le aziende cercano strumenti che consentano di gestire il rischio di cambio in modo semplice, rapido e autonomo, riducendo errori e tempi di esecuzione.
Un’ipotesi concreta riguarda un’azienda che esporta regolarmente verso diversi Paesi extra-UE e che deve gestire numerose operazioni di cambio ogni mese. In passato, processi manuali e intermediazione tradizionale comportavano tempi lunghi e rischio di errori, limitando la capacità di cogliere opportunità di mercato. L’utilizzo di piattaforme digitali permette di monitorare i tassi in tempo reale, eseguire operazioni con pochi passaggi e disporre di una reportistica immediata, riducendo la complessità operativa e aumentando l’autonomia decisionale.
 

Ottimizzazione dei costi e delle opportunità
 

Le aziende cercano un equilibrio tra protezione e costo-opportunità. L’obiettivo è tutelarsi dai movimenti sfavorevoli dei cambi senza sostenere costi eccessivi e, quando possibile, mantenere la capacità di cogliere opportunità di mercato.
Ad esempio, un’azienda può adottare strategie che fissano un intervallo di cambio minimo e massimo, limitando i rischi e i costi di copertura, e integrare strumenti utili a ottimizzare la gestione della liquidità in più valute. In questo modo si riesce a bilanciare protezione e flessibilità, riducendo i costi e valorizzando le opportunità offerte dai mercati valutari.

Un aspetto sempre più rilevante riguarda, inoltre, la gestione delle valute esotiche: le aziende che possono inviare fondi alle proprie sussidiarie estere direttamente nella divisa locale riescono a controllare e limitare i costi di conversione, riducendo l’esposizione alla volatilità dei tassi di mercato. Il pagamento in valuta locale permette di abbattere i costi complessivi, garantire maggiore stabilità dei prezzi e migliorare la qualità delle forniture, instaurando rapporti commerciali più solidi e basati sulla fiducia reciproca con le controparti locali. Questa strategia rappresenta un vantaggio competitivo significativo, soprattutto rispetto ai concorrenti che operano esclusivamente in dollari, euro o altre valute forti.


IL SUPPORTO DI INTESA SANPAOLO
 

In uno scenario caratterizzato da elevata volatilità valutaria e crescente incertezza geopolitica, Intesa Sanpaolo si propone come partner strategico per le aziende che operano sui mercati internazionali.

La gestione del rischio di cambio richiede competenze specifiche e una conoscenza approfondita dei mercati valutari: per questo le aziende cercano un partner in grado di affiancarle con analisi dedicate, supporto consulenziale e soluzioni coerenti con le loro esigenze operative e strategiche. Grazie al supporto di specialisti dedicati, le aziende possono ricevere un’analisi personalizzata dei flussi e delle esposizioni valutarie, oltre a indicazioni sulle soluzioni più adatte. Questo approccio consente di prendere decisioni più consapevoli e di gestire il rischio con maggiore sicurezza e continuità, rafforzando la presenza sui mercati internazionali anche in contesti complessi.

L’offerta di Intesa Sanpaolo integra soluzioni dedicate alla gestione del rischio di cambio, supporto consulenziale specialistico e strumenti digitali evoluti:

  • attraverso piattaforme come Inbiz Forex e Greentrade, le aziende possono gestire in modo più semplice, autonomo e tracciabile le operazioni in valuta, riducendo la complessità operativa e migliorando il controllo sui flussi finanziari;
  • grazie all’ampliamento della gamma di divise disponibili (circa 140 valute su un totale di oltre 180 divise globali che coprono oltre il 99% delle valute scambiate nei mercati FX), le aziende possono eseguire bonifici internazionali direttamente nella moneta di destinazione tramite Inbiz, con conversione automatica della valuta di arrivo, garantendo una maggiore flessibilità nelle operazioni transfrontaliere;
  • il supporto degli specialisti consente infine di costruire strategie coerenti con gli obiettivi aziendali e di adattarle nel tempo all’evoluzione dei mercati.

In un contesto globale in continua evoluzione, la gestione del rischio di cambio non può più essere affrontata come un’esigenza contingente o puramente operativa. È una componente strutturale della strategia d’impresa, che incide sulla capacità di pianificare, proteggere la redditività e sostenere nel tempo i percorsi di crescita sui mercati esteri. Governare questi meccanismi significa ridurre l’incertezza, rendere più solidi i risultati economici e rafforzare il posizionamento competitivo, anche in scenari complessi e instabili. Per le aziende italiane, sviluppare una cultura del rischio e dotarsi di strumenti, competenze e supporto adeguati rappresenta oggi una scelta strategica per trasformare l’internazionalizzazione in un fattore di continuità e valore nel lungo periodo.


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