Abstract digital city structure
Inbiz Inspire
Spunti per favorire la crescita e lo sviluppo di progetti di valore.

La digitalizzazione delle aziende nel 2025 verso il Decennio Digitale 2030

Tra accelerazione delle tecnologie digitali core, adozione dell’Intelligenza Artificiale e divari strutturali ancora aperti
26.02.2026

Il 2025 ha rappresentato un passaggio cruciale nel percorso di trasformazione digitale delle aziende europee. A metà del Decennio Digitale 2030, l’Unione Europea è entrata in una fase di verifica concreta dei risultati: non più soltanto strategie, programmi e annunci, ma indicatori misurabili capaci di restituire una fotografia attendibile del livello di avanzamento del sistema produttivo rispetto agli obiettivi fissati. Tra questi, uno dei più rilevanti riguarda la diffusione delle competenze e delle tecnologie digitali nelle imprese, con il target di almeno il 90% di aziende con un livello base di digitalizzazione entro il 2030, come previsto dal Digital Decade Policy Programme.

Letti oggi, i dati del 2025 restituiscono l’immagine di un tessuto imprenditoriale che ha effettivamente accelerato, anche grazie agli investimenti del PNRR e ai programmi europei, ma che continua a muoversi a due velocità. Da un lato, un numero crescente di aziende ha rafforzato l’adozione delle tecnologie digitali core; dall’altro, permangono divari strutturali che rischiano di rallentare la convergenza verso i target europei.

Rileggere il 2025 in questa prospettiva consente quindi di comprendere a che punto si è arrivati lungo il percorso verso il 2030, quali tecnologie hanno inciso maggiormente sull’evoluzione dei modelli produttivi e quali criticità restano aperte. Un passaggio fondamentale per valutare se l’accelerazione registrata negli ultimi anni sia sufficiente a garantire, anche nel medio periodo, la competitività del sistema imprenditoriale italiano nel contesto europeo.

 

DIGITALIZZAZIONE DI BASE: UN’ ACCELERAZIONE EVIDENTE, MA NON ANCORA RISOLUTIVA


Nel biennio 2023–2025 la digitalizzazione delle aziende italiane ha registrato un’accelerazione significativa. Secondo lo studio Imprese e ICT 2025 di ISTAT, nel 2025 la quota di imprese con almeno 10 addetti che ha raggiunto un livello base di digitalizzazione si avvicina a circa otto imprese su dieci. Si tratta di un progresso rilevante, soprattutto se confrontato con la situazione di partenza: nel 2023 l’Italia si collocava al 61%, già leggermente sopra la media UE, ma ancora distante dal target del 90% fissato per il 2030.

La crescita osservata nel biennio successivo segnala un cambio di passo concreto, coerente con la spinta esercitata dagli incentivi pubblici e dai programmi di accompagnamento alla digitalizzazione. Tuttavia, il dato aggregato va letto con attenzione. L’avanzamento non è uniforme e tende a concentrarsi soprattutto tra le aziende di dimensioni medio-grandi, mentre una parte significativa del tessuto produttivo italiano, composto in larga parte da PMI, fatica ancora a superare la soglia minima richiesta dal Decennio Digitale.

Secondo le rilevazioni Eurostat e il Digital Decade Country Report, l’Italia cresce più rapidamente della media europea, ma resta indietro su AI, automazione e maturità dei processi digital‑first. In Europa la diffusione dell’AI è prossima a un’impresa su cinque, mentre l’Italia è ancora sotto questa soglia, pur mostrando un recupero negli ultimi anni.

In prospettiva 2030, questo elemento rappresenta un nodo strategico. La sfida non è solo aumentare il numero di imprese digitalizzate, ma rendere la digitalizzazione strutturale e diffusa lungo l’intero sistema produttivo, evitando che il divario tra aziende più avanzate e realtà meno mature si cristallizzi nel tempo.

 

TECNOLOGIE DIGITALI CORE: CLOUD, DATI E AI COME CATENA DEL VALORE


Quando si parla di tecnologie digitali core, non ci si riferisce a singoli strumenti o soluzioni verticali, ma a un insieme di tecnologie trasversali che costituiscono l’ossatura della trasformazione digitale delle aziende. In questo perimetro rientrano principalmente Cloud Computing, Data Analytics, automazione dei processi e Intelligenza Artificiale, ovvero quelle tecnologie che abilitano in modo strutturale nuovi modelli operativi, decisionali e organizzativi.

Secondo ISTAT, l’adozione di queste tecnologie procede in modo sempre più integrato.

  • Cloud come base infrastrutturale: abilita scalabilità e accesso a servizi avanzati.
  • Data Analytics come leva decisionale: trasforma grandi volumi di dati in insight operativi rapidi e predittivi.
  • Automazione dei processi: riduce attività ripetitive e aumenta l’efficienza.
  • AI come “livello intelligente” della catena digitale: introduce analisi predittiva e supporto decisionale in tempo reale.

Questa catena del valore digitale è centrale nella visione del Decennio Digitale 2030, che non misura il progresso solo in termini di adozione tecnologica, ma nella capacità delle aziende di utilizzare le tecnologie core in modo coordinato per generare produttività, resilienza e competitività. Nel contesto italiano, tuttavia, questa integrazione resta ancora parziale. Se cloud e data analytics risultano ormai ampiamente diffusi, l’AI è spesso utilizzata come strumento circoscritto o in fase sperimentale, senza una piena integrazione end-to-end nei processi aziendali. Il divario con le economie europee più mature riguarda quindi meno l’accesso alle tecnologie e più la capacità di orchestrare in modo sistemico le diverse componenti digitali.

 

SETTORI LEADER E TRAIETTORIE DI ADOZIONE  DIFFERENZIATE


L’analisi settoriale di ISTAT conferma che la digitalizzazione procede secondo traiettorie differenti. Nel 2025 si distinguono alcuni settori leader, caratterizzati da una maggiore capacità di integrare le tecnologie digitali core, inclusa l’Intelligenza Artificiale. In testa si collocano ICT e telecomunicazioni, che mostrano livelli elevati di utilizzo di cloud, analytics e AI già integrate nei processi operativi.

Seguono energia e utility, dove la combinazione di dati, automazione e AI consente di ottimizzare reti, manutenzione e gestione dei consumi. Nei servizi professionali e tecnici, l’AI viene utilizzata come supporto alle attività ad alta intensità di conoscenza, affiancando strumenti di analisi e piattaforme collaborative.

Diverso il posizionamento di commercio e turismo, che emergono come i settori più dinamici sul fronte customer-facing, ma ancora meno avanzati nell’adozione dell’AI e delle tecnologie di back-end. Questa polarizzazione settoriale rappresenta una delle principali criticità nel percorso di avvicinamento agli obiettivi del 2030.

Digital Checklist




LA LETTURA DELL’INDAGINE INTESA SANPAOLO: DIGITALIZZAZIONE COME PRIORITÀ STRATEGICA


Un’ulteriore chiave di lettura sullo stato della digitalizzazione nel 2025 emerge dall’indagine condotta dalla Customer Experience della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo alla fine del 2025, a cui hanno partecipato oltre 700 aziende di medie e grandi dimensioni, che offre una prospettiva complementare rispetto ai dati statistici ufficiali. L’indagine evidenzia come la digitalizzazione sia oggi percepita dalle imprese come una leva strategica prioritaria: il 50% delle aziende intervistate la indica come il principale fattore su cui puntare nei successivi dodici mesi, davanti alla riduzione dei costi (45%) e agli investimenti in sostenibilità (37%).

Il dato assume particolare rilevanza se inserito nel contesto di incertezza macroeconomica e di forte accelerazione tecnologica che ha caratterizzato il periodo. L’indagine mostra però anche un’evoluzione nel modo di investire: le aziende adottano un approccio più selettivo, concentrandosi su tecnologie percepite come ad alto ritorno operativo. Emergono inoltre differenze settoriali significative: le aspettative di investimento in digitalizzazione sono prioritarie per Telecom, Media & Technology ed Energy mentre Automotive & Industrials e Retail & Luxury mostrano una maggiore focalizzazione su interventi orientati alla riduzione dei costi. In parallelo, IoT (67%), Data Analytics (62%) Robotic Process Automation (56%) e Intelligenza Artificiale (49%) registrano una crescita consistente, mentre soluzioni considerate ormai mature, come Cloud e Cybersecurity, entrano in una fase di consolidamento.

Il confronto internazionale incluso nell’indagine evidenzia che a parità di tecnologie, le aziende estere risultano mediamente più avanti lungo diversi assi di adozione digitale, mostrando una maggiore rapidità nell’integrazione delle soluzioni più avanzate. Questa dinamica riflette diversi livelli di maturità nella gestione dei dati, che influenzano in modo diretto la capacità delle aziende di valorizzare l’Intelligenza Artificiale all’interno dei processi aziendali. In questo contesto, tecnologie emergenti come la Generative AI e la Agentic AI suscitano un interesse crescente, ma la loro diffusione nel tessuto produttivo italiano è ancora limitata: queste soluzioni sono state adottate con maggiore rapidità all’estero e sono previste in forte espansione nei prossimi 3–5 anni. Queste tecnologie rappresentano la nuova frontiera competitiva che plasmerà i prossimi settori digitali.

Ne emerge l’immagine di un sistema produttivo italiano consapevole del valore strategico del digitale, ma ancora prudente nel passaggio verso modelli pienamente digital-first.

 

CANALI DIGITALI E RELAZIONE CON IL CLIENTE: IL FRONTEND COME LEVA COMPETITIVA


Accanto alle tecnologie core, nel 2025 si è rafforzata in modo significativo anche la digitalizzazione dei canali di relazione con il mercato. Social media ed e-commerce hanno mostrato una diffusione crescente, diventando strumenti sempre più integrati nelle strategie commerciali e di marketing delle aziende.

Questo rafforzamento del frontend digitale ha segnato un’evoluzione rilevante del rapporto impresa–cliente. Le aziende hanno investito in modelli omnicanale, contenuti dinamici e touchpoint digitali capaci di migliorare l’esperienza dell’utente, ampliare la visibilità e creare nuove opportunità di mercato. In molti casi, soprattutto per le PMI, questi strumenti hanno rappresentato il primo punto di accesso alla trasformazione digitale.

Tuttavia, questa dinamica evidenzia anche un limite strutturale: la digitalizzazione del frontend non sempre si accompagna a una trasformazione altrettanto profonda dei processi interni. Il rischio è una digitalizzazione sbilanciata, efficace sul piano commerciale ma meno incisiva sulla produttività complessiva e sull’efficienza organizzativa.

 

LE LEVE DECISIVE PER CHIUDERE IL GAP ENTRO IL 2030


Nonostante i progressi, il raggiungimento degli obiettivi del Decennio Digitale 2030 non è ancora garantito. Le principali criticità restano tre: competenze, infrastrutture e governance normativa.

Il persistente skill gap ICT, soprattutto nelle PMI, limita la capacità di trasformare gli investimenti digitali in valore operativo. Le infrastrutture di connettività, seppur in miglioramento, presentano ancora disomogeneità territoriali. Infine, l’incertezza normativa su AI, Cybersecurity e protezione dei dati continua a rallentare le sperimentazioni più avanzate.

La sfida non riguarda più la disponibilità delle tecnologie, ma la capacità di integrarle in modo coerente. Cloud, dati e Intelligenza Artificiale rappresentano ormai un’unica catena del valore digitale: rafforzarne l’integrazione sarà decisivo per trasformare l’accelerazione del 2025 in un vantaggio competitivo duraturo per il sistema produttivo italiano.


Tutto il materiale pubblicato o comunque presente sul sito - compresi i marchi, i loghi, i nomi a dominio, le immagini, i filmati, i comunicati, gli articoli e i documenti in genere ivi riprodotti, nonché il software applicativo, i codici e i formats scripts utilizzati per l'implementazione del sito - è di proprietà di Intesa Sanpaolo, di società del Gruppo Intesa Sanpaolo o di società con cui Intesa Sanpaolo ha stipulato accordi commerciali ed è protetto dalle norme sul diritto d'autore e sui segni distintivi. Tutti i diritti sono riservati. Pertanto, senza il preventivo consenso formale del proprietario, il suddetto materiale non può essere copiato, scaricato, riprodotto, utilizzato su altri siti Internet, modificato, trasferito, distribuito o comunicato a terzi se non per uso esclusivamente personale, restando in ogni caso vietato ogni utilizzo commerciale.

Articoli correlati
Vedi tutti